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Mario Botta

architetto - designer (1943)

Mario Botta è nato a Mendrisio (Svizzera) il 1 aprile 1943. Dopo un apprendistato presso lo studio di architettura di Carloni e Camenisch a Lugano, frequenta il Liceo Artistico a Milano e si laurea all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1969, con una tesi seguita da Carlo Scarpa. Durante gli studi ha l'opportunità di conoscere e lavorare con importanti architetti come Le Corbusier e Louis I. Kahn.
Nel 1965 collabora con l'atelier di Le Corbusier a Venezia per il progetto dell'ospedale e nel 1969 con Luis Kahn per la mostra di presentazione del progetto per il nuovo palazzo dei congressi.

Nel 1970 apre il proprio studio a Lugano, oggi trasferito a Mendrisio. Inizia progetti principalmente rivolti a ville e abitazioni unifamiliari, con una prima costruzione già a 18 anni (1961-1963, casa parrocchiale di Genestrerio).

Dal 1982 al 1987 collabora con la ditta Alias come designer, progettando mobili e oggetti di design. Tra le sue creazioni più celebri ci sono le sedie "Prima" e "Seconda", la cassettiera "Robot" e il tavolo "Terzo". Questi pezzi sono riconosciuti e esposti al MoMA di New York.

Firma anche prodotti di design per aziende di rilievo come Artemide (lampade "Fidia" e "Melanos"), FSB (maniglie), Alessi (orologio "EYE" e caraffe "Mia e Tua"), Cleto Munari (brocca e vaso), Horm (tavolo "Bello!" e specchi) e Riva Mobili (sgabelli "Bricolages").

È cofondatore e direttore dell'Accademia di Architettura di Mendrisio, dove insegna a lungo. Insegna anche in varie scuole internazionali, tra cui il Politecnico federale di Losanna e la Yale School of Architecture. Alterna l'attività progettuale a quella didattica e di ricerca, insegnando in Europa, negli Usa e in America Latina.

Tra le opere architettoniche internazionali di rilievo vi sono il museo di arte moderna di San Francisco, il Leeum Museum a Seoul, l'hotel Twelve a Shanghai e gli headquarters Tata in India.

Nel 2023 riceve il Premio Piranesi Prix de Rome alla carriera, a riconoscimento del suo contributo all'architettura e al design.

Mario Botta si distingue per uno stile personale che valorizza il dialogo tra forma ed ambiente, adottando un linguaggio architettonico sobrio e razionale, e per una visione progettuale che interpreta il design come un'architettura in scala ridotta.

Nel corso della carriera realizza più di 300 edifici che includono scuole, banche, uffici, biblioteche, musei e edifici religiosi come la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa Santa Maria degli Angeli del Monte Tamaro.

In breve, l'attività di Mario Botta spazia dall'architettura su larga scala alla progettazione di oggetti di design per importanti aziende, affermandolo come uno dei protagonisti più influenti della scuola ticinese e dell'architettura contemporanea internazionale.