Domus
rivista mensile di architettura e design (1928)
La rivista Domus è stata fondata nel 1928 dall'architetto milanese Gio Ponti. Il primo numero esce il 15 gennaio 1928 con il sottotitolo "Architettura e arredamento della casa moderna in città e in campagna".
Il suo obiettivo era rinnovare architettura, interni e arti decorative italiane, includendo anche aspetti come la gestione della casa, giardinaggio e cucina, rivolgendosi così a un pubblico ampio e non solo agli specialisti.
Il nome Domus era stato ideato dal padre barnabita Giovanni Semeria che voleva fondare una rivista per richiamare i giovani ai valori della famiglia. Il suo progetto non si realizzò, ma quel nome piace subito a Ponti. Un nome latino, classico, negli anni in cui in tutta Europa si tornava a guardare alla grande tradizione classica, sentendola come parte viva della modernità. Poi significava casa e la casa, diceva Gio Ponti, è l'origine dell'architettura e dell'arte.
Nel 1929 la rivista viene acquisita dal giovane editore Gianni Mazzocchi, che fonda l'Editoriale Domus, una delle più antiche case editrici italiane di periodici specializzati. Questo passaggio permette a Domus di diventare una pubblicazione di diffusione nazionale con una stabile struttura editoriale.
La direzione della rivista cambia varie volte nel corso degli anni, Gio Ponti è il direttore dal 1928 fino al dicembre 1940.
Durante la guerra, dal 1941 si alternano dirigenti come Massimo Bontempelli, Giuseppe Pagano, Melchiorre Bega e Guglielmo Ulrich, con frequenti cambiamenti dovuti al contesto bellico. La stampa si sposta a Bergamo e nel 1945 le pubblicazioni sono temporaneamente sospese.
Nel 1946 riprende con Ernesto Nathan Rogers, che porta innovazioni di contenuto e di veste grafica, aprendo la rivista a intellettuali come Elio Vittorini e Alberto Moravia.
Gio Ponti torna a dirigere Domus nel 1948 fino alla sua morte nel 1979, periodo durante il quale Domus consolida il suo prestigio internazionale.
Negli anni successivi, la direzione passa a figure di rilievo come Alessandro Mendini (1980-1985, poi di nuovo nel 2010-2011), Mario Bellini (1986-1991), Vittorio Magnago Lampugnani (1992-1996), François Burkhardt (1996-2000), Deyan Sudjic (2000-2003), Stefano Boeri (2004-2007) e Flavio Albanese (2007-2010).
Dal 2019 l’architetto olandese Winy Maas guida la rivista, seguendo un progetto decennale con dieci guest editor internazionali. Dal 2025 la direzione è affidata a Bjarke Ingels, che ha inaugurato un nuovo progetto grafico ispirato alla Domus degli anni '60-'70.
Dal punto di vista dei contenuti, Domus ha subito diverse trasformazioni: nata con un’impronta più razionalista e accessibile, si è poi aperta al dibattito culturale più ampio, integrando temi di architettura, design, arte contemporanea e aspetti sociali della casa e dell’abitare. La rivista ha visto collaborazioni con intellettuali e artisti di primo piano, mantenendosi sempre un punto di riferimento autorevole e innovativo nel panorama internazionale.
La veste grafica ha visto evoluzioni nel tempo, con il rilancio del dopoguerra e importanti restyling, l’ultima delle quali è stata realizzata dall’art director Francesco Franchi nel 2025, che ha portato un’ispirazione retrò e contemporanea insieme, ripensando il rapporto tra materiale, storia e estetica.
Domus rappresenta una delle riviste più longeve e influenti del settore architettura e design, con una storia editoriale caratterizzata da continui rinnovamenti di contenuti, grafica e direzione, al passo con le trasformazioni culturali e sociali del Novecento e oltre.
