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www.tomdixon.net

Tom Dixon

designer (1959)

Tom Dixon nasce a Sfax, in Tunisia, nel 1959, da madre franco-lettone e padre inglese, trasferito in Inghilterra all'età di quattro anni, trascorre gli anni scolastici a Londra. 

Dopo l'infanzia trascorsa tra Tunisia, Marocco, Egitto e Suez si trasferisce a Huddersfield (nord Inghilterra). Frequesnta Holland Park una scuola "esperimento educativo" dove scopre il dipartimento artistico, la creazione di manufatti in ceramica e la natura trasformativa del design. 

Frequenta per sei mesi la Chelsea School of Art. Tom Dixon in quegli anni è il bassista della band Funkapolitan. Nel 1981 la band supporta i Clash nel loro tour negli Stati Uniti e apparve in Top of the Pops. 
Il gruppo ottiene successo a Londra, un contratto discografico e partecipa anche, come gruppo di supporto, alle tournée dei Simple Minds e Ziggy Marley.

A New York vede nascere il fenomeno hip hop, acquista molti dischi e inizia a suonarli in un club il venerdì e il sabato sera, avendo le altre giornate libere per dedicarsi ad altro come imparare la tecnica della saldatura da cui inizia una nuova attività.

Non sa di esere un designer ma lavorando nei club conosce molte persone, parrucchieri, stilisti, fotografi, scenografi che hanno tutti bisogno di cose. È iniziato tutto così. Fin dall'inizio crea oggetti e vende cose, unendo l’aspetto commerciale a quello progettuale. Inizia a costruire oggetti "per divertimento" mentre organizza eventi musicali per le discoteche. Diventa designer a tempo pieno per la passione di creare e realizzare le cose. 

Tom Dixon inizia a sperimentare le tecniche della saldatura e la progettazione di prodotti. Diventa conosciuto come designer a metà degli anni '80 con una linea di mobili di "recupero saldati".

Nel 1987 fonda la sua società di produzione, Dixon PID, in seguito "Space" con cui produce una serie di mobili multifunzionali e illuminazione in edizioni limitate.

Le sue sedie Kitchen (1987) e S (1988) sono tipiche del suo lavoro di questo periodo. Nel 1989 è in mostra dei suoi mobili e lampade alla Yves Gastou Galerie di Parigi, con cui attrae molta attenzione. Il marchio leader italiano Cappellini è il primo a produrre alcuni dei suoi mobili, tra cui la famosa S-chair, ora nella collezione permanente del MoMA di New York.

Negli anni '90, crea "Jack", un "oggetto per sedersi, da impilare e illuminare" in polietilene progettato per la sua azienda "Eurolounge".
Nel 1993 partecipa alla "più grande mostra di mobili di design britannico del 20° secolo", organizzata da Helmut Diez a Bremerhaven, in Germania.

Nel 1994 produce e distribuisce la propria collezione con il nome Eurolounge.

Nel 1997 riceve il premio Millenium Mark con la lampada-sedia di successo Jack, lanciata nel 1996 dalla sua stessa Eurolounge. 

Nel 1998 Tom Dixon è stato nominato capo del design da Habitat e successivamente ne diventa direttore creativo fino al 2008. E il volto pubblico di un team collettivo responsabile del ringiovanimento del marchio Habitat.
In questa occasione ripropone dei pezzi di dieci designer europei over 70, nati per essere di massa e ancora attuali.

Nel 2002 lancia il suo marchio, Tom Dixon che comprende una vasta linea di mobili e oggetti di illuminazione.

Nel 2004 l'azienda fonda il gruppo Design Research insieme ad un fondo di investimento, che ha nel suo portafoglio anche la finlandese Artek. Dixon diventa direttore artistico del marchio fondato da Alvar Aalto nel 1935.

I suoi lavori sono stati esposti al British Council di Colonia e Beirut a metà degli anni Novanta e sono presenti nelle collezioni dei musei di tutto il mondo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il MoMA (Museum of Modern Art) di New York e il Centre Georges Pompidou di Parigi.

Prodotti:
Lampada Jack o sedile/sgabello illuminato, Eurolounge, Regno Unito, 1997.
Lampada Star da tavolo, da terra o a sospensione, Eurolounge, Regno Unito, 1997.
Lampada Melon da tavolo o da terra, Eurolounge, Regno Unito, 1998.
Lampada da terra Block, Eurolounge, Regno Unito, design 1998.
Lampade a sospensione Mirrorball, trae ispirazione dal celebre casco spaziale e dalle strobosfere. Mirror Ball è leggera e resistente, riflette l’ambiente circostante e proietta la luce ambiente verso il basso.