Olivetti
produttore di sistemi informatici (1908)
La storia dell’azienda Olivetti inizia nel 1908 a Ivrea (TO), dove l’ingegnere Camillo Olivetti fonda la "prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere". Fin dagli inizi si distingue per innovazione tecnologica, elevata qualità e attenzione al design e sensibilità verso gli aspetti sociali del lavoro. Caratteristiche fortemente volute dal fondatore e portate avanti da suo figlio Adriano Olivetti, che negli anni '30-‘60 trasforma Olivetti in un moderno gruppo industriale con rilievo internazionale.
Il capitale sociale è costituito per la maggior parte dal valore di alcuni terreni e di un fabbricato industriale di Camillo Olivetti che ospitava la C.G.S, fabbrica di strumenti di misura elettrici, fondata in precedenza dallo stesso Camillo.
Gli altri azionisti sono amici e parenti, le modeste somme dei quali servono ad acquistare i primi torni automatici Brown&Sharpe e le prime fresatrici, che vengono scelte durante un viaggio negli Stati Uniti d'America poco dopo la fondazione.
Conquistate posizioni di leadership mondiale nei prodotti meccanici per ufficio, già negli anni '50 l'Olivetti investe nella tecnologia elettronica con importanti risultati. La scomparsa di Adriano Olivetti (1960) e il peso degli investimenti rallentano la transizione verso l'elettronica.
Nel 1978 esce la prima macchina per scrivere elettronica a livello mondiale e nel 1982 il primo PC professionale europeo.
Negli anni '80, Olivetti, sostenuta da una vasta rete di accordi e alleanze, accelera lo sviluppo nell'informatica e nei sistemi.
La progressiva riduzione dei margini di redditività del business informatico e i nuovi sviluppi delle telecomunicazioni, negli anni '90 spingono l'Olivetti a spostare il baricentro verso questo settore, dapprima creando Omnitel (1990) e Infostrada (1995) e poi acquisendo il controllo di Telecom Italia (1999), con la quale si fonde nel 2003. Oggi Olivetti è la società del Gruppo TIM specializzata nello "IoT" (Internet of Things), un insieme di soluzioni e servizi che sfruttano la connettività e le tecnologie di rete per collegare dispositivi e raccogliere dati.
Sintetica della storia, dei prodotti cult e innovativi con le relative date e designer:
1908: Fondazione di Olivetti. La prima macchina per scrivere italiana, la M1, viene presentata a Torino dopo quasi due anni di sviluppo, simbolo dell’avvio dell’azienda.
1938: Inizia la collaborazione con il designer e architetto Marcello Nizzoli, che influenzerà il design dei prodotti Olivetti.
1948: Lancio della macchina per scrivere elettronica Lexikon 80 e della calcolatrice elettromeccanica Divisumma 14, disegnate da Marcello Nizzoli, entrambi prodotti cult per la loro innovazione e design funzionale.
1950: La macchina da scrivere portatile Lettera 22, disegnata da Marcello Nizzoli e diventata un’icona del design italiano, grazie alla sua compattezza e semplicità d’uso. Un prodotto molto amato e diffuso.
1960: Adriano Olivetti, figura chiave per la crescita dell’azienda, muore lasciando un’eredità imprenditoriale e culturale di grande rilievo.
1978: Olivetti lancia la ET 101, la prima macchina per scrivere elettronica al mondo, progettata a Ivrea, un prodotto tecnologicamente avanzatissimo per l’epoca. Nello stesso anno entra in azienda Carlo De Benedetti, che rilancia la crescita sull'elettronica.
Anni ‘80: Sviluppo dei primi personal computer europei come l’Olivetti M20 e M24. L’M24 ha un particolare successo grazie alla collaborazione con AT&T e al design curato nei dettagli.
L’attenzione al design e all’innovazione Olivetti è stata spesso guidata da figure come Marcello Nizzoli per il design e Mario Tchou nel campo tecnologico. L’azienda ha inoltre investito in un modello di welfare aziendale e cultura industriale che ha influenzato positivamente il tessuto sociale e produttivo.
Oggi Olivetti è parte del gruppo TIM, specializzata in soluzioni digitali, Internet of Things e tecnologie innovative, ma mantiene ancora vivo il ricordo di un ruolo da precursore nel design industriale e nella tecnologia da ufficio.
