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Carlo Mollino

architetto - designer - fotografo (1905-1973)

Carlo Mollino nasce a Torino il 6 maggio 1905. Si dedica al design, all'architettura e alla fotografia. Figlio di Eugenio, noto ingegnere, architetto e costruttore di Torino, si laura in architettura con il massimo dei voti nel 1931 ed esercita l'attività professionale in modo diversificato, in molti settori.

Progetta e realizza una ricca serie di mobili, nelle tipologie più varie e originali, ma anche aeroplani e automobili. Dopo un breve periodo di lavoro con il padre, si distacca per iniziare la propria carriera.

Tra il 1935 e il 1939 firma la sede della Società Ippica Torino, purtroppo demolita nel 1960. 

Inizia a produrre mobili, come lo specchio "Milo" del 1937, a forma di Venere di Milo, progetta interni, come la Miller House sempre nel 37. I mobili che disegna sono spesso pezzi unici, di breve durata, prodotti per il cliente per decorava la casa. Molti dei suoi pezzi sono quindi molto rari oggi.

La casa Miller ha un innovativo sistema di illuminazione, un apparecchio montato su un binario, che curvava attorno al soffitto.

Negli anni trenta realizza  in Italia diversi edifici di notevole importanza: la stazione per slittovia con albergo al Lago Nero in Val d'Aosta (1948), l'auditorium della Rai a Torino, il monumento ai Caduti per la Libertà nel cimitero di Torino con lo scultore Mastroianni, il progetto per la Camera di Commercio (1964) e il Teatro Regio di Torino.

L'azienda che produce la maggior parte del suo lavoro è la falegnameria Apelli & Varesio a Milano. Altri suoi interni sono prodotti nel 1944 per casa Minola.
I pezzi creati includono un radio-grammofono e un tavolino di vetro.

A questa sfrenata attività di design aggiunge quelle della fotografia, aviazione acrobatica, automobilismo da corsa, da cui assorbe esperienze e tecnologie per il lavoro progettuale. Considerato per la sua opera uno dei simboli dell'intera epoca degli anni Cinquanta, compie anche importanti realizzazioni come la sede della facoltà di Architettura di Torino dove tiene la cattedra di Composizione Architettonica e Decorazione dal 1952 al 1970.

Nei primi anni '50 si dedica al mondo automobilistico con progetti come il celebre pullman Nube d'Argento (1954) commissionato dalla Agip-Gas, dismesso definitivamente negli anni '90, e il Bisiluro (1955), l'auto da competizione con cui Mollino supera la rigida selezione della 24 Ore di Le Mans.

Lavora anche come designer di set di moda, teatro e cinema, sebbene il prodotto di queste ricerche non sia mai stato ben documentato.

Riconosciuto tra i più geniali architetti del nostro secolo, ha affiancato alla sua professione altri interessi profondamente indagati e spesso risolti con eccezionali realizzazioni e pubblicazioni. Sci, automobilismo, moda e letteratura costituiscono assieme alla fotografia veri e propri capitoli della sua vita intellettuale. I suoi mobili sono esposti nelle collezioni dei più importanti musei d'arte decorativa nel mondo. 

Negli anni '40 e '50, l'esplosione del design a Milano ha creato l'immagine elegante, alla moda e moderna dell'arredamento italiano. A Torino, c'era Carlo Mollino che lavorava sulle  forme naturali e animali, rami di alberi, corna di animali, la curva del corpo umano, per stabilire il "surreale aerodinamico" serie di disegni di mobili.

Questi pezzi, sviluppati dall'apprezzamento per le forme dell'Art Nouveau e dell'architetto Antoni Gaudi, sono più espressivi, "più scultorei" di quelli prodotti contemporaneamente a Milano. I cambiamenti nel suo stile nel corso degli anni hanno seguito l'evoluzione della tecnologia della piegatura del legno.

Molti dei pezzi più famosi sono disegnati per Zanotta. La poltrona "Ardea" (1944) con la base in legno e la seduta imbottita con il rivestimento sfoderabile, prodotta con colori vivaci. 

Mollino crea diversi tavoli con il piano in vetro. "Reale" del 1946 per Zanotta e "Arabesque" del 1950 per l'interno del negozio Singer di Torino.
Arabesque ha una superficie di vetro superiore e una inferiore, sostenuta da un compensato stampato, piegato per formare un portariviste.

Ha presentato tavoli simili con lastre di vetro nella mostra "Design italiano degli anni '50" organizzata dal centro di ricerca Kartell, Centrokappa, oltre a diverse sedie in legno di faggio con schienali leggermente piegati e gambe appuntite e intagliate. 

Nel 1954 Zanotta realizza la sua poltrona "Gilda", in frassino con la struttura in legno regolabile.

Tra i suoi molti hobby è un appassionato fotografo, studente dell'occulto, acrobatico pilota, appassionato di auto da corsa e di aerei. 

Carlo Mollino progetta diverse auto e aerei, e la sua auto da corsa "Osca 1100" vince nella sua categoria la "24 ore di Leman" del 1954.

Una sedia progettata nel 1940 per Gio Ponti, richiama l'immagine di uno zoccolo "a clove", per molti un'icona del suo interesse per l'occulto. 

Come spesso accade, Carlo Mollino ha ottenuto più successo all'estero, dove è stato molto apprezzato. Le case d'aste vendono alcuni suoi pezzi a prezzi da capogiro e un collezionista americano ha raccolto buona parte delle "polaroid erotiche" prodotte da durante le sue "diversioni notturne". 

L'opera fotografica di Carlo Mollino si può suddividere in cinque sezioni:
Fotomontaggi di architetture e le fotografie d'interni per le riviste di settore.
Fotografia in bianco e nero di tipo surrealista intorno agli anni Quaranta.
Fotografia dedicata allo sci, in gran parte realizzata per la pubblicazione del suo volume di tecnica sciistica.
Fotografia della seconda metà degli anni Cinquanta.
Polaroid, ritratti femminili realizzate dagli anni Sessanta, sino alla morte.

Dopo un lungo periodo dalla sua morte, in cui si è fatto poco per mantenere il ricordo, viene riscoperto e valorizzato per il suo talento straordinario e multiforme. Vengono organizzate retrospettive in gallerie a Londra e New York e anche in Italia per presentare il lavoro di questo uomo insolito. 

Pazzo, artista, avaro, ossessionato dalle tasse, maniaco sessuale, tossico dipendente, genio. Carlo Mollino trascorre tutta la vita nella "tranquilla" Torino, dove ha poche speranze di adattarsi.

Resta una delle figure più controverse dell'architettura e del design italiano. Il suo stile inconfondibile e la sua filosofia ispirano ancora le nuove generazioni di designer.


Prodotti principali di Carlo Mollino:

1933 - Carlino - comodino 
1937 - Milo - specchio 
1939 - Erodia - testiera letto 
1944 - poltrona 
1946 - Reale - tavolo
1947 - Cadma - lampada
1949 - Arabesque - tavolo
1949 - Cavour - tavolo-scrivania
1954 - Gilda - poltrona
1959 - Fenis - sedia